GEOLOGIA

La Gola

Piante, molluschi e orme fossilizzate della gola del Bletterbach ci informano sulla flora e sulla fauna di allora. Ma anche pietre di colori e di dimensioni diversi ci raccontano la vita sulla nostra terra milioni di anni fa.

Fuoco – il porfido quarzifero di Bolzano:

In seguito alle eruzioni vulcaniche, circa 280-274 milioni di anni fa, cenere e lava si depositarono sulla placca continentale nord-africana formando un’imponente catena montuosa: la piattaforma porfirica. Questo luogo una volta si trovava vicino all’equatore. Il porfido quarzifero di Bolzano, che va dal rosso-grigio al grigio scuro, è oggi la base del Bletterbach.

Sabbia – l’arenaria della Val Gardena:

Il caldo, l’acqua e il vento cominciarono la loro opera: nel corso di milioni di anni grandi parti di porfido delle montagne hanno subito un processo di erosione. Fiumi e torrenti hanno trasportato la sabbia sottile verso le coste, dove si è depositata strato su strato. Alcuni leganti, come ghiaia e calcare, hanno cementato gli strati, mentre il peso di tonnellate di materiale li ha schiacciati. Ecco come ha avuto origine una nuova roccia: la pietra arenaria. Gli strati hanno colori molto diversi, perché vi si sono depositati minerali sciolti. Orme di animali e resti di piante si sono perfettamente conservati nella sabbia e nel fango: essi ci consentono di studiare la vita geologica del nostro passato. In questi strati si troavano anche le tracce di una specie di rettile che è diventato il logo del “GEOPARC Bletterbach”.

Gesso – la formazione a Bellerophon:

Verso la fine del Permiano, circa 250 milioni di anni fa, la terra si abbassò e il mare si spostò verso occidente. Le coste erano formate da acque basse e lagune poco profonde: così appare ancora oggi il territorio di Adria, vicino a Venezia. Il clima era più caldo e più asciutto. Le lagune si prosciugavano spesso nei periodici cambi climatici, per essere poi di nuovo inondate. Nel fango di queste lagune, sotto il sole tropicale, si formarono coaguli di gesso, che oggi sono ancora visibili negli strati. I depositi di gesso della gola, che vanno dal bianco al rosso, testimoniano la vita marina che doveva svolgersi nelle vicinanze.

Catastrofe – il confine tra Permiano e Triassico:

e formazioni superiori a bellerophon sono il confine cronologico tra Permiano e Triassico: costituiscono cioè il passaggio dall’ “antichità” (Paleozoico) al “medioevo geologico” (Mesozoico). Una catastrofe provocò la morte della maggior parte degli animali e delle piante. Ne nacquero nuovi tipi, di cui si possono vedere ancora oggi i fossili, appena sopra, negli strati di Werfen. La causa esatta di questa grande moría non è ancora nota; si tratta forse della caduta di meteoriti, di un cambiamento climatico o di quello delle maree.

Mare – gli Strati di Werfen:

Al principio del “medioevo geologico”, circa 248 milioni di anni fa, il mare si estese verso ovest e sul fondo si depositarono delle sabbie che ora formanoimponenti stratti di circa 400 metri di roccia. Per la loro eterogeneità, essi rispecchiano il continuo movimento del mare. Gli strati di Werfen sono in alcuni punti molti ricchi di fossili.

Clima tropicale – la Formazione del Contrin:

Ne è costituita la cima del Corno Bianco. Questa roccia si formò nell’acqua bassa per l’azione di alghe calcaree..